Rara e autentica statua tribale Dayak proveniente dalle foreste pluviali del Borneo orientale, realizzata in legno di ferro (Eusideroxylon zwageri). Rappresenta uno spirito ancestrale maschile, un antenato protettore che vegliava sulla casa e i suoi abitanti. Acquistata nel 1983 nel Borneo Malese, è un pezzo unico e antico, carico di storia e spiritualità. Dimensioni 27x6x6 cm, peso 585 grammi.
Scopri l'autenticità e la spiritualità dell'arte tribale del Borneo con questa straordinaria statua lignea, realizzata dal popolo Dayak Kalimantan nella regione del fiume Mahakam, nel Borneo orientale. Si tratta di un pezzo unico e antico, acquistato nel 1983 nel Borneo Malese da un collezionista locale, che da oltre 40 anni custodiva questa preziosa opera.
I Dayak sono le popolazioni indigene del Borneo, custodi di foreste pluviali millenarie. La loro religione tradizionale è l'animismo, con un profondo culto degli antenati, considerati protettori della comunità e intermediari tra il mondo dei vivi e quello degli spiriti. Questa statua rappresenta proprio uno spirito ancestrale maschile, un guardiano che vegliava sulla casa e i suoi abitanti. Veniva tradizionalmente collocata all'esterno, all'ingresso del villaggio o delle abitazioni, per allontanare gli spiriti maligni e proteggere la comunità.
Realizzata in legno di ferro, scientificamente Eusideroxylon zwageri, una delle essenze legnose più dure e pregiate al mondo. Endemico del Borneo, questo legno è così resistente da essere chiamato "ferro". Contiene oli naturali che lo rendono immune a insetti e marciume, garantendo una longevità eccezionale. Oggi è una specie protetta, e statue autentiche come questa sono sempre più rare.
La posizione seduta, le mani appoggiate sulle ginocchia e l'espressione del volto riflettono la saggezza e l'autorità dell'antenato. Un'opera che porta con sé la storia, l'energia e la spiritualità del popolo Dayak.
La statua viene fornita in un imballo protettivo, pronta per essere collocata nell'ambiente desiderato.
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I Dayak sono le popolazioni indigene dell'isola del Borneo, uno dei luoghi più antichi e misteriosi del Sud-est asiatico. Abitano le foreste pluviali del Borneo da migliaia di anni, sviluppando una cultura ricca e complessa basata sul rispetto profondo per la natura, gli spiriti e gli antenati.
Il termine "Dayak" significa letteralmente "popolo dell'interno" e comprende numerosi sottogruppi etnici che vivono nelle regioni interne del Borneo, sia nella parte indonesiana (Kalimantan) che in quella malese (Sarawak e Sabah). I Dayak Kalimantan sono quelli che abitano la parte indonesiana dell'isola, nelle foreste pluviali che si estendono lungo il grande fiume Mahakam nel Borneo orientale.
Tradizionalmente, i Dayak sono agricoltori, cacciatori e raccoglitori, ma sono anche rinomati per le loro straordinarie abilità artistiche, in particolare nella scultura del legno.
La religione tradizionale Dayak è una forma di animismo, la credenza che tutti gli elementi della natura – alberi, rocce, fiumi, animali – possiedano uno spirito. Al centro della loro spiritualità c'è il culto degli antenati, considerati protettori della comunità e intermediari tra il mondo dei vivi e quello degli spiriti.
Ogni villaggio Dayak ha i suoi sciamani, chiamati "Dayung" o "Balian", che comunicano con gli spiriti per garantire la salute, la fertilità e la protezione della comunità. Le statue tribali come questa sono parte integrante di queste pratiche spirituali.
Il legno di ferro, scientificamente noto come Eusideroxylon zwageri, è una delle essenze legnose più straordinarie e pregiate al mondo. Conosciuto localmente come "Ulin" o "Belian", questo albero è endemico delle foreste pluviali del Borneo e di Sumatra.
Caratteristiche uniche:
Durezza estrema: È uno dei legni più duri al mondo, tanto da essere chiamato "ferro" per la sua resistenza. Affonda nell'acqua e può resistere per decenni senza marcire.
Resistenza naturale: Contiene oli naturali che lo rendono incredibilmente resistente agli insetti, ai funghi e alla putrefazione, anche a contatto con l'acqua e il terreno.
Longevità: Può durare centinaia di anni, motivo per cui era utilizzato per costruire case, palafitte e statue sacre destinate a durare per generazioni.
Bellezza: Il colore varia dal marrone scuro al nero, con venature fitte e una texture fine che si lucida magnificamente.
A causa del suo lentissimo accrescimento e del massiccio sfruttamento, l'Eusideroxylon zwageri è oggi una specie protetta e il suo utilizzo è strettamente regolamentato.
Questa statua rappresenta uno spirito ancestrale maschile, un antenato venerato dalla comunità Dayak. Tradizionalmente, queste sculture venivano collocate all'esterno delle case, all'ingresso del villaggio o nei pressi delle abitazioni, con la funzione di proteggere gli abitanti da spiriti maligni, malattie e disgrazie.
La posizione seduta, con le mani appoggiate sulle ginocchia, è una postura tipica di meditazione e vigilanza, pronta a vegliare sui discendenti. L'espressione del volto, i tratti scolpiti e la postura riflettono la saggezza e l'autorità dell'antenato.
Questa statua è stata acquistata nel 1983 nel Borneo Malese direttamente da un collezionista locale di opere d'arte tribale. La sua presenza per oltre 40 anni in una collezione privata ne attesta l'autenticità e il valore storico. Essendo un pezzo unico e antico, porta con sé la storia e l'energia del popolo Dayak e delle foreste pluviali del Borneo.
Scheda tecnica