Brahma rappresenta "il Creatore", il dio che crea l'universo.
Nel corso del V secolo d.C. Brahma acquisisce quindi quel ruolo che nel Brahamanesimo era riservato a Prajapati (il Sacerdote Cosmico), ma a differenza di quest'ultimo Brahma non è una divinità suprema, ma una divinità al servizio di altre divinità.
In particolare, secondo la mitologia induista, Brahma rompe il guscio e fuoriesce dall'Uovo Cosmico, creando nella parte superiore dell'uovo il mondo celeste, nella parte inferiore la Terra e nel mezzo, l'etere.
Con la creazione dell'universo Brahma genera i Déva, le stelle, i pianeti, la Terra e l'umanità.
Nei templi è spesso raffigurato con quattro teste e quattro braccia.
L'animale su cui poggia è Airavata.
Airavata nacque quando Brahmā cantò i sacri inni sopra le metà dei gusci d'uovo che Garuḍa aveva covato. In seguito Prithu rese Airavata re di tutti gli elefanti.
Uno dei suoi nomi significa "colui che tesse le nuvole", dato che secondo il mito sarebbe in grado di produrre le nuvole.
Questo potente elefante, infatti, immerge la propria proboscide nel mondo sotterraneo, ne succhia l'acqua e la vaporizza creando le nuvole, che poi Indra usa per causare le piogge.
Scheda tecnica