Scultura Ganesh "il Dio elefante" seduto, in ottone (piccola)
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Scultura Ganesh "il Dio elefante" seduto, in ottone (piccola)

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Ganesha, il Dio dalla testa di elefante, è la Divinità della saggezza e dell’acume, ed è anche adorato come colui che rimuove gli ostacoli, difende le buone azioni e semina difficoltà sul cammino dei malvagi. Quando infatti una persona deve gettarsi in una nuova impresa, dare avvio a qualcosa di importante – la costruzione della propria casa, l’inizio di un amore, un lungo viaggio, l’assunzione in un posto di lavoro – è a Ganesh che chiede protezione e aiuto per superare le difficoltà sul proprio cammino.
La ricchezza di forme e attributi nella sua iconografia rivelano innumerevoli significati.
La testa di elefante è simbolo di forza e di grande spinta intellettuale. La sua proboscide simboleggia l’intelletto, mentre le sue orecchie ampie simboleggiano il fatto che chiunque desideri ottenere la conoscenza dovrebbe parlare meno, e ascoltare di più.
Il suo ventre prominente contiene l’intero universo e il serpente avviluppato intorno ad esso è l’energia che sostiene il cosmo.
L’ampio ventre poi simboleggia la generosità della natura e la capacità della divinità di inghiottire i dolori dell’universo, regalando una vita felice e un mondo protetto dal male. L’addome tondeggiante è dunque simbolo di pazienza e di appagamento, oltre che di esortazione a non lasciarsi sopraffare dalla vita. Qualsiasi esperienza, positiva o negativa che sia, dovrebbe infatti essere accolta con equanimità, con distacco e serenità.
Le quattro braccia di Ganesha simboleggiano l’attività del Dio nei confronti degli esseri: in una mano stringe un laccio, pasha, in un’altra un gancio, ankusha, a significare che Ganesha con l’uno avvicina i suoi devoti a sé, accogliendoli nella sua Grazia, mentre con l’altro allontana da loro ogni pericolo o avversità. La terza mano, protesa in avanti, compie il gesto noto come varada mudra, che mostra l’atto del dono. Infine la quarta mano, con il gesto di abhaya mudra, lenisce la paura assicurando agli uomini che Dio è al di sopra di ogni timore, poiché egli ha trasceso i limiti del tempo e della morte.
Altro elemento particolare è la zanna spezzata di Ganesh: i significati sono diversi. Se da una parte può simboleggiare la capacità di spezzare la dualità, un’antica storia narra di come Ganesh al servizio di un dio maggiore stesse prendendo appunti, ma resosi conto del fatto che stava scrivendo cose troppo importanti si spezzò una zanna per continuare a scrivere, dimostrando come non vi sia un sacrificio troppo grande per il conseguimento del sapere.
Ai suoi piedi poi, in conclusione, vi è un topolino. C’è chi sostiene che sia lui a trasportarlo, dimostrando che quindi un saggio non trovi nulla di sproporzionato o brutto nemmeno nel farsi accompagnare da un topolino.
Secondo un’altra interpretazione il topo, dall’aspetto apparentemente modesto, indica che in qualsiasi corpo, per quanto minuto, dimora l’Atman, la Coscienza. Insegna in questo modo l’umiltà, poiché l’Atman è lo stesso in ogni essere vivente.
Inoltre, a ben vedere, il topo e l’elefante hanno una caratteristica in comune: entrambi, l’uno perché molto imponente, l’altro perché particolarmente minuto, sono in grado di superare qualsiasi ostacolo.

cso29
1 Articolo

Scheda tecnica

Materiale :
Ottone
Altezza mm.
30
Larghezza mm.
25
Spessore mm.
12
Peso in grammi
23,4
Nota
Fatto a mano